Sleeping Genius

Einstein, Churchill, Napoleone, Obama, Gates, Benjamin Franklin, ma anche Kant, Hugo, Mozart e Freud. Questi nomi non sono accomunati soltanto dalla loro fama, in ambiti e per motivi del tutto differenti, ma anche da stranissime e sorprendenti abitudini di riposo.
Mentre, infatti, la National Sleep Foundation, in accordo con l’American Geriatrics Society e l’American Academy of Pediatrics, dopo anni di studi approfonditi, raccomandano di dormire una media di 8 ore a notte per assicurarsi un riposo davvero ristoratore per il corpo e la mente, la storia è a ben vedere costellata di scelte dubbie o stupefacenti.
“Svegliatevi poltroni, viviamo; dormiremo abbastanza nella tomba”, questo era, ad esempio quello che usava affermare Benjamin Franklin, Padre Fondatore degli Stati Uniti e protagonista della Rivoluzione Americana, mentre Napoleone redarguiva i suoi collaboratori con un non meno imperativo: “Agli uomini bastano 4 ore di sonno, alle donne 5, agli imbecilli 6”. Non tutti i geni della storia però la pensavano allo stesso modo. Beethoven non dormiva mai meno di 8 otto ore, così come Victor Hugo e Thomas Mann, e Einstein addirittura 11 ore, concedendosi anche un riposino pomeridiano come molti suoi colleghi che si affidavano al così detto “sonno polifasico”, termine coniato dallo psicologo J. S. Szymansky nei primi anni del ‘900 che si riferisce alla pratica di dormire diverse volte durante la giornata. Ma Einstein lo faceva in modo “creativo”. Per evitare di cadere nel sonno profondo durante la giornata, infatti, aveva preso l’abitudine di appisolarsi su una poltrona dello studio con una matita in mano. Quando si addormentava, la matita cadeva e il rumore lo svegliava permettendogli di tornare a lavorare. Churchill era un altro strenuo sostenitore della “pennichella”: “Per essere più attivo, devo dormire tra il pranzo e la cena, togliermi i vestiti ed infilarmi sotto le lenzuola”. Ancora più estreme sembrano le abitudini di sonno sviluppate da Leonardo da Vinci il quale si concedeva riposini di 20 minuti ogni 4 ore giorno e notte, mentre Thomas Edison, che considerava il sonno una perdita di tempo, non resisteva a letto più di tre ore a notte. Ma veniamo ai giorni nostri con La Ceo di Yahoo, Marissa Mayer, famosa per le sue settimane lavorative di 130 ore che dorme pochissimo e si concede una settimana di riposo ogni 4 mesi per recuperare le forze o la nota cantante Mariah Carey che dichiara di aver bisogno di almeno 15 ore di sonno prima di un concerto.
Insomma, alcune ricerche dimostrano che chi dorme poco è più intelligente, altre esattamente il contrario e cioè che dormire poco rende meno intelligenti…non rischieremo mica di perdere il sonno per districare la matassa?