il-cervello-non-va-a-dormire

Non si finisce mai di lavorare, nemmeno quando dormiamo

Il cervello è un organo estremamente complesso che elabora incessantemente informazioni, anche quando meno te lo aspetti: durante il sonno.

 

Il sonno è una componente vitale per il nostro corpo e che ci permette di riposare e recuperare le energie, in modo da affrontare la giornata successiva al meglio delle nostre possibilità. Ma siamo sicuri che tutto il corpo riposi?
Come ormai appurato da innumerevoli ricerche scientifiche, c’è un organo che non finisce mai di lavorare, e questo è il cervello. Da sempre un mistero per gli scienziati, finalmente negli ultimi decenni si è riuscito a mappare l’intero apparato cerebrale sia in fase di veglia che in fase di sonno.
Ciò ci è possibile tramite l’elettroencefalografia, una tecnica che, da quando è stata inventata nel 1929, ci permette di studiare tutte le onde cerebrali, sopratutto quelle del sonno. E come sono indicative, queste onde!
Senza entrare nello specifico, vi basti sapere che ogni sonno è diviso in più parti e tra queste il più importante è il sonno REM, che si raggiunge mediamente dopo 20-40 minuti dall’addormentamento e, nei riposi lunghi, si può ripetere più volte. Questa è la fase in cui si sogna, caratterizzata da un rapido movimento oculare (da qui il nome, Rapid Eye Movement), e in cui il cervello elabora le informazioni ricevute più o meno inconsciamente.
Mentre nel sonno non-REM, più o meno profondo, il cervello effettivamente si riposa – pur restando attivo – la fase REM è invece una continua fonte di scoperte.
Per questo è importante fare sonni lunghi, almeno dalle 6 alle 8 ore, e sopratutto continuativi: per il nostro corpo e per il cervello è necessario completare tutte le fasi del sonno, sopratutto quelle REM, in maniera da rigenerarsi correttamente.
Ma cosa succede realmente quando dormiamo?
Iniziamo sfatando un mito: il sonno non inizia quando ci addormentiamo, ma ben prima. Già dal tramonto la ghiandola pineale nel cervello comincia a produrre la melatonina, l’ormone del riposo per eccellenza, che ha il compito di abbassare la temperatura interna, ridurre l’attività degli enzimi, rallentare il metabolismo, tutte azioni preparatorie al sonno.
Quando poggiamo la testa sul cuscino entriamo in una fase interessante del sonno, il cosiddetto dormiveglia. Questa fase ci permette di esprimere in pieno la nostra creatività, nella quale alcuni di noi addirittura riescono ad avere intuizioni geniali. Questo perché perdiamo contatto con la razionalità, distorcendo le percezioni e facendo associazioni di pensiero bizzarre.
Infine, come già accennato, entriamo nell’alternanza tra fase REM e fase non REM, che si ripetono ciclicamente ogni 80-90 minuti.
In concomitanza con la fase REM abbiamo una diminuzione della maggior parte delle attività corporee ed addirittura i muscoli sono completamente rilassati, viceversa si incrementa sia l’attività del sistema nervoso autonomo, sia l’attività cerebrale.
Questa fase è incredibilmente affascinante. Il cervello consolida i ricordi, archiviando quelli recenti e elaborando quelli passati, creando tra loro una connessione. Perciò è spesso inutile, se non dannoso, fare l’alba a studiare un argomento per il giorno dopo credendo che così le informazioni restino più impresse. Al contrario, il sonno aiuta ad interpretare meglio ciò che si è imparato.
Inoltre i ricordi a breve termine che sono memorizzati vengono elaborati, imprimendoli nel cervello e trasformandoli in ricordi a lungo termine: questa operazione ci permette di migliorare le prestazioni diurne e eseguire al meglio tutte le azioni motorie, che normalmente diamo per scontate, come ad esempio le attività sportive o anche azioni più semplici come camminare o guidare l’auto. Tutto questo motiva i movimenti che compiamo durante il sonno, che in pratica stiamo ripetendo inconsciamente per imprimerli e riutilizzarli in futuro.
Un duraturo sonno REM permette anche di stimolare la mente a fare connessioni altrimenti non usuali, aumentando la creatività.
Infine durante il sonno il cervello fa una pulizia di tutte le tossine presenti e ripara i danni leggeri subiti nel quotidiano, che potrebbero nel tempo portare a malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer.
E’ importante, dunque, effettuare un sonno completo e duraturo, visto che il cervello ne ha un bisogno imprescindibile.