I pesci non chiudono gli occhi di Erri De Luca

Non è un libro, è una poesia, un quadro, un autoritratto.
Dal letto, è tutto! Buona lettura!

RECENSIONE
«Avevo raggiunto i dieci anni, un groviglio d’infanzia ammutolita. Dieci anni era un traguardo solenne, per la prima volta si scriveva l’età con doppia cifra. L’infanzia smette ufficialmente quando si aggiunge il primo zero agli anni. Smette ma non succede niente, si sta dentro lo stesso corpo di marmocchio inceppato delle altre estati rimescolato dentro e fuori».
Un romanzo da divorare prima di addormentarsi, un libro che dal letto ci trasporterà al mare. La storia è quella di uomo che, a distanza di cinquant’anni, torna con i pensieri su una spiaggia in cui accadde innanzitutto l’incontro con una ragazzina. Erri de Luca ci accompagna nell’intima e talvolta crudele scoperta della crescita attraverso una trama semplice ma colma di poesia.
Lasciatevi travolgere dai ricordi di un bambino che si accingeva a diventare adulto, un bambino che, se nelle prime pagine vedeva il verbo “amare” come qualcosa di irritante (“Conoscevo gli adulti, tranne un verbo che loro esageravano a ingrandire: amare. Mi infastidiva l’uso. ) ora della fine del libro ne scoprirà il senso. (“è cominciato dalla mano, che si è innamorata della tua.”).